La mia cantina

La mia cantina 9 febbraio 2017

Il desiderio di tanti è quello di avere una propria cantina dove poter attingere a bottiglie prelibate e preziose con cui stupire e meravigliare gli amici. 
La passione enoica porta a dedicare al nettare di-vino un posto dove avere cura delle bottiglie pregiate, dove farle riposare in attesa del momento perfetto nel quale decideremo di sceglierne una, estrarne con delicatezza il tappo e deliziarsi insieme ai nostri cari.
La cantina classica, tradizionale, risponde a un insieme di requisiti che devono essere rispettati per raggiungere l’optimus di conservazione delle bottiglie e far sì che possano evolvere e maturare al meglio.
 
Luce. Il luogo ideale per conservare le bottiglie di vino deve essere buio o fiocamente illuminato.
Luce significa calore, e le due cose insieme formano una combinazione poco gradita al vino, che può provocare una reazione tra anidride solforosa e alcool, creando uno sgradito aroma definito gusto di luce, molto simile al ridotto (il cosiddetto sentore di “chiuso”). Una buona soluzione può essere una luce naturale da un’apertura a Est o a Nord, oppure una luce artificiale come quella del neon a luce fredda.                   
 
Vibrazioni. Un ambiente silenzioso e protetto, lontano da strade trafficate, ferrovie e aeroporti, eviterà che le continue sollecitazioni e vibrazioni mantengano in costante (seppur minimo) movimento il vino, portandolo a un’instabilità strutturale. Quando necessario, quindi, bisognerà installare pannelli isolanti alle pareti, pavimentazione in terra battuta con sabbia e argilla (utili anche mantenere il tasso di umidità) e scaffali in legno (l’elasticità del legno assorbe le vibrazioni).
 
Umidità. La cantina dovrà avere un tasso di umidità di 70° costanti: un ambiente troppo umido provoca la rovina del sughero, impedendo così il naturale microcircolo che avviene tra tappo e vino; altrettanto pericolosa la mancanza di umidità, che provocherebbe la secchezza dei tappi, facilitando invece un esagerato circolo d’aria nel vino con conseguente ossidazione.
Curiosità: per mantenere l’integrità delle etichette, carta d’identità del vino e spesso opere d’arte, potrà essere utile avvolgere la bottiglia con una pellicola trasparente.
 
Temperatura. Se l’umidità può creare problemi a tappi ed etichette, la temperatura errata crea dei danni ancora maggiori. Sbalzi repentini causano cambiamenti del volume del liquido (aumenta con il caldo, mentre con il freddo diminuisce), stressando e rovinando il vino. 
Un locale troppo caldo provocherebbe inoltre una precoce maturazione e/o, in caso di vini con residui zuccherini, una probabile rifermentazione in bottiglia (non voluta e quindi deleteria). La zona comfort per la temperatura di conservazione per il vino è tra i 14 e 16 gradi costanti. Utile anche una discreta aerazione, che possa evitare la formazione di muffa o i sentori di chiuso o polveroso.
 
Posizionamento. Coerente con il decorso delle temperature sarà la collocazione delle bottiglie nei ripiani delle scaffalature: nella parte più bassa, dove c’è più fresco, devono essere posizionate le bottiglie di spumanti e vini bianchi, e via via, negli scaffali superiori, le bottiglie di rosati, rossi giovani e di medio invecchiamento (5 anni), fino a collocare le bottiglie di rossi importanti da lungo invecchiamento nei ripiani più alti. Le bottiglie saranno riposte coricate in orizzontale in modo che parte liquida e tappo si sfiorino.
 
Curiosità: le bottiglie di vini dolci, i passiti, i liquorosi e superalcolici potranno essere conservati sui ripiani in posizione verticale.
 
Odori. Se abbiamo seguito tutte queste indicazioni, dovremmo avere l’ambiente perfetto per la conservazione delle nostre preziose bottiglie. E allora non andiamo a rovinarlo conservando nello stesso locale prodotti dai profumi intensi: da evitare dunque salumi e formaggi o affumicati in essicazione, ma anche la legna per il caminetto, lattine di gasolio o barattoli di vernice. Il tappo in sughero, infatti, ha la potente capacità di assorbire tali sentori e trasmetterli al vino, proprio come trasmette il suo “odore di tappo”.
 
Poter aprire la porta di una vera e propria cantina e mostrare il proprio tesoro è sicuramente fantastico, ma se non abbiamo questa possibilità, le moderne tecnologie del freddo ci vengono incontro, creando appositi frigoriferi detti anche cantinette o frigocantina.
Ne esistono di varie versioni adatte alle mutevoli esigenze degli eno-appassionati: climatizzate e in grado di mantenere una temperatura costante e adatta alla lunga conservazione, o multi temperatura, che offrono, invece, la possibilità di conservare bottiglie di spumanti, bianchi e rossi in unico spazio e selezionando la temperatura perfetta in ogni ripiano.
Sono realizzate con doppio o triplo vetro temperato che impedisce alla luce esterna di filtrare, hanno compressori di raffreddamento di ultima generazione che limitano al minimo le vibrazioni e si possono trovare di capienze che variano dalle 50 alle 500 bottiglie. Molte sono anche di design e belle da vedersi, di conseguenza possono perfettamente far parte dell’arredo di una cucina moderna o soggiorno con angolo enoteca.
 
La cosa importante è sempre iniziare a degustare, conoscere e confrontare, acquistare e provare, e piano piano la vostra cantina domestica vedrà la luce. Cin Cin!

Condividi

Leggi anche